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piatti della tradizione

Ispirazioni/ Primi piatti

PAPPA AL POMODORO CON GELATO ALLA SALVIA E BERGAMOTTO prima che le foglie cadano

In questi giorni si fanno preparativi per l’autunno.

La scuola è ripartita con grande entusiasmo.

Ho cucinato la prima zuppa della stagione.

Siamo stati impegnati a togliere vecchie piante, ripulire la terra dalle onnipresenti erbacce e a piantare bulbi nel nostro minigiardino. Ne ho comprati a un banchetto durante il Festivaletteratura, e ho dovuto trattenermi per non comprare tutto… Ecco il sito

https://insolitogiardino.wordpress.com/

Quest’oggi avevamo anche progettato di andare alla Fiera delle Piante e Animali Perduti di Guastalla, evento che seguiamo ormai da qualche anno, ma il temporale ci ha fatto cambiare idea.

In tutto ciò, vi posto una ricetta che non è per niente autunnale, ma ricorda il calore del sole prima che le foglie cadano.

Si tratta di un piccolo omaggio alla Toscana, una terra che amiamo molto, rivisitato con un tocco personale della sottoscritta: pappa al pomodoro con gelato alla salvia e bergamotto.

Ho accostato il sapore della pappa al pomodoro calda con quello fresco e gustoso del gelato. Io ho acquistato il gelato in una gelateria di Mantova che offre anche gusti senza latte, ma credo non sia un’impresa impossibile realizzarlo in casa.

L’abbinamento è particolare, ma siamo rimasti colpiti positivamente!

PAPPA AL POMODORO CON GELATO ALLA SALVIA E BERGAMOTTO

Ingredienti per 4 persone

5 fette di pane toscano (circa 300 g)

800 g di pomodori da sugo

abbondante basilico

brodo vegetale

olio evo

un cucchiaino di zucchero

sale

circa 200 g di gelato alla salvia e bergamotto

Per preparare la pappa al pomodoro, procuratevi una cipolla, tre carote e un bel gambo di sedano. Lasciate bollire per almeno un’oretta e nel frattempo dedicatevi ai pomodori.

Dato che colpevolmente non possiedo un passaverdure, io ho sbucciato i pomodori e ho tolto i semi a mano prima di sbollentarli per una decina di minuti. Con il passaverdure non avrete bisogno di pazienza certosina e potrete saltare il passaggio della pulitura manuale!

Riducete il pane in pezzi abbastanza grandi e ponetelo in una pentola, possibilmente di coccio, nella quale avrete fatto soffriggere l’olio extravergine e uno spicchio d’aglio. Ricoprite immediatamente con un paio di mestoli di brodo. Unite i pomodori schiacciati, mescolate e versate altro brodo.

Aggiungete un cucchiaino di zucchero per togliere acidità ai pomodori e salate. Durante la cottura unite le foglie di basilico.

Lasciate cuocere per almeno quaranta minuti a fuoco dolce, e alla fine condite con un filo d’olio a crudo. Potete servire la pappa al pomodoro calda o a temperatura ambiente, nel nostro caso l’abbiamo gustata calda per creare un piacevole contrasto con il gelato alla salvia e bergamotto.

Vino consigliato: Ravenna IGT Centesimino “La Sabbiona” 2015

Vino dal colore rubino carico, naso intenso, carico di piccoli frutti rossi, ma con una sottile vena aromatica. Caldo per l’elevato grado alcolico, ma armonico in bocca anche grazie alla presenza di tannini evidenti, anche se ormai ingentiliti dalla permanenza in bottiglia. Il risultato è un vino piacevole, corposo ma arrotondato, ideale per controbilanciare la naturale acidità di una pietanza a base di pomodoro.

Ispirazioni/ Piatti unici

LA PIZZA FATTA IN CASA, buona e fragrante

La pizza fatta in casa viene da lontano. Molti anni fa un’amica di mia nonna ci passò la ricetta che usava nel suo ristorante e da allora le donne della famiglia- nonna e mamma –  l’hanno sempre preparata così. Questa pizza è ancor oggi l’appuntamento di molti venerdì o sabati sera.

Per me, la pizza fatta in casa è imprescindibile per due ragioni…

– E’ un fantastico antistress nel momento in cui la si impasta!

– Mi dà la possibilità di farcirla a piacimento senza dover ricorrere per forza alla mozzarella.

Avete notato quanto è limitata la possibilità di scegliere una pizza in pizzeria per un intollerante al lattosio?

Ci sono pizze con le più svariate farine nell’impasto e mille milioni di condimenti, dai salumi al tofu, ma sopra a tutte troneggia il formaggio. A noi intolleranti restano la pizza ai frutti di mare (che ad essere sincera qui al nord evito volentieri), la marinara e la siciliana. Poi, il deserto. O meglio, il paradiso per coloro che possono scegliere. Si può chiedere di aggiungere ingredienti al solo pomodoro della base, ad esempio olive o prosciutto, però manca sempre la morbidezza del formaggio e non è la stessa cosa! A casa invece mi sbizzarrisco.

Fra le mura domestiche ho a disposizione formaggio di riso, pecorino e parmigiano molto stagionati e posso finalmente gustare una pizza davvero simile all’originale. Non potete immaginare che felicità!

Naturalmente l’impasto è perfetto per chiunque, intollerante al lattosio o onnivoro. Basta avere voglia di cimentarsi con la bontà dei cibi home-made. Non fatevi impressionare dal fatto che nell’impasto ci sono latte e zucchero, che aiuta la lievitazione. Provare per credere…

Ingredienti per 1 kg di pizza (4 panetti da 400 g ciascuno)

una manciata di sale

una manciata di zucchero

un cubetto di lievito di birra

mezzo bicchiere di olio evo

330 ml di latte di soia

165 ml di acqua fredda

un kg di farina, anche integrale

Prendete una zuppiera grande e ponetevi gli ingredienti nell’ordine: sale, zucchero, lievito di birra, olio, latte e acqua. Lasciate riposare per mezz’ora senza coprire, poi aggiungete la farina e mescolate con un cucchiaio di legno.

Rovesciate l’impasto sul piano di lavoro, impastate energicamente fino a ottenere un panetto morbido ed elastico. La zuppiera dovrà diventare ‘pulita’ senza che vi rimangano tracce di farina.

Versate di nuovo il panetto nella zuppiera, coprite con un tovagliolo e fate lievitare per circa tre o quattro ore, fino a che l’impasto non avrà raddoppiato di volume.

Alcune note!

A me risulta comodo dividere l’impasto in quattro panetti da 400 g ciascuno e con questa quantità ottengo la pizza per due persone, grosso modo una teglia da forno. Di solito preparo l’impasto ma non lo consumo il giorno stesso – lo metto nel congelatore e lo uso all’occorrenza, avendo l’accortezza di toglierlo dal freezer almeno sei ore prima e di lasciarlo nel forno spento coperto da un tovagliolo.

L’impasto è perfetto anche per le pizzette. Per quanto riguarda la farina, io mi trovo meglio con quella bianca di tipo 0, perché con la farina integrale l’impasto cotto nel forno di casa risulta sempre umido e fatica a cuocersi.

Naturalmente se avete consigli da darmi sulle farine che usate, suggerimenti sulla farcitura, ecc., sarò contenta!

A proposito di farcitura, noi ieri abbiamo condito la nostra teglia con formaggio di soia, pomodorini e basilico; formaggio di soia, prosciutto cotto e caponata di carciofi; gorgonzola e pancetta; gorgonzola, scamorza, speck e olive verdi.

Primi piatti

Risotto al profumo d’oriente

Dopo l’insalata russa, patrimonio della tradizione della mia famiglia, proseguo con un altro piatto che sta nell’elenco dei nostri preferiti. 
Mi accorgo che vi ho apportato qualche modifica e mi piace pensare che le ricette passino di mano in mano per mantenere saldo un legame, segnando tuttavia i passaggi del tempo.
A proposito di tempo…grazie per i tanti messaggi che mi avete mandato. Ho l’impressione di vivere perennemente di corsa da un mese a questa parte. Saranno le Olimpiadi alle porte ma io non sono proprio un’atleta e faccio come posso! Cercherò di ritagliarmi comunque un momento qui come se fosse una sorta di oasi. E’ una promessa che faccio a voi che mi seguite con affetto e a me stessa!
 
Ingredienti per 2 persone
180 g di riso Carnaroli
1 peperone rosso
50 g di piselli freschi sgusciati
curry
due fettine di prosciutto crudo
un goccio di latte di soia
due cipolle
una carota
olio evo
sale
Lavate e tagliate il peperone a listarelle e poi a quadretti non troppo piccoli. Lessate i piselli in acqua bollente.
Preparate un brodo vegetale con sedano, carota e una cipolla.
Ungete una casseruola con olio, soffriggetevi mezza cipolla e passatevi i peperoni e i piselli, aggiungendo il curry a metà cottura. Aggiustate di sale. Per la quantità di curry non c’è una regola, io ne metto in abbondanza perché amo i sapori speziati ma ne basta poco per dare sapore al risotto.
Soffriggete l’altra mezza cipolla in olio extravergine e una volta appassita buttate il riso. Bagnate con il brodo vegetale e aggiungete il sugo speziato durante la cottura, così che il riso ne acquisti tutto il profumo.
Nella versione originale, si aggiunge speck a dadini ai peperoni e ai piselli. Io avevo in casa giusto alcune fettine di prosciutto e ho pensato di passarle al minipimer con un goccio di latte per “avvolgere” il sugo. Il risultato è piaciuto. Se preferite il risotto nella versione vegetariana senza prosciutto o speck gusterete ugualmente un ottimo piatto.
Secondi piatti di carne

Insalata di pollo alla Stefani

Ciotola da insalata Pomona Portmeirion
Questa ricetta molto antica della tradizione è anche un modo per celebrare la città in cui vivo, capitale della cultura 2016. Il mio tocco personale è dato dall’aggiunta della frutta secca.
Bartolomeo Stefani fu cuoco di corte presso i Gonzaga di Mantova nella prima metà del Seicento. Nel 1662 pubblicò ‘L’arte di ben cucinare et
istruire i men periti in questa lodevole professione’ in cui alterna consigli per gli addetti alla cucina a preziose ricette per banchetti, pranzi eleganti e per il mangiare di tutti i giorni…
(tratto dal volume Magnar Mantoan – Ed. del Baldo)
 
Ingredienti per 2 persone
2 petti di pollo
50 g di uvetta
50 g di pinoli o mandorle tritate
mezzo bicchiere di vino bianco
un cucchiaino di zucchero
la buccia grattugiata di mezzo limone
un cucchiaio di olio evo delicato, ad esempio olio del Garda
3 cucchiai di aceto di buona qualità
sale
un gambo di sedano, una carota, mezza cipolla
Lessate i petti di pollo in poca acqua salata con sedano, carota e cipolla.
Tagliate a pezzettini la carne e mettetela in una terrina.
Mettete in ammollo l’uvetta con un po’ di vino, acqua tiepida e zucchero. Tostate i pinoli in un padellino.
Emulsionate l’olio, l’aceto e la buccia di limone grattugiata. Aggiungete anche il vino con l’uvetta.
Versate l’emulsione sul pollo, salate e unite i pinoli o le mandorle. Mescolate delicatamente e ponete l’insalata di pollo alla Stefani in ciotoline individuali.
Lasciate riposare qualche ora prima di servire, o preparate il piatto anche un giorno prima, per far sì che ne vengano esaltati i sapori.
Accompagnate con insalata fresca e servite tiepido o a temperatura ambiente.

Con questa ricetta partecipo al contest “The mystery basket” ideato da la mia famiglia ai fornelli e ospitato questo mese da Raggio di Sole

 

Antipasti e sfiziosità

Il sole nel piatto…quando fuori piove

 
La frittata con i luartis (germogli del luppolo selvatico) è un piccolo sfizio molto comune come antipasto sulle tavole primaverili mantovane. Crescono spontanei in natura e non si trovano dal fruttivendolo! Li ho raccolti in campagna con un’amica in un pomeriggio assolato – quale migliore consolazione oggi che il tempo sa di pioggia e vento forte?
 
Ingredienti per 2 persone
2 uova fresche di galline ruspanti
una manciata abbondante di luartis
olio evo
sale
Sbollentate i luartis per una decina di minuti in acqua salata. Sbattete le uova con i germogli di luppolo e il sale. Ponete un mestolo del composto in una padellina piccola unta d’olio se volete ottenere due frittate, o versate l’intera quantità di uova e luartis per un’unica frittata. Fate cuocere e girate a metà cottura.
Servite caldo o a temperatura ambiente e gustate questo meraviglioso dono di natura.

 

I luartis nel mio “posto segreto”
CONSIGLIA Torta di mais