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autunno

Primi piatti

RISOTTO AI FUNGHI E NOCCIOLE e alberi rosso fuoco

Nelle limpide giornate di ottobre, venendo dalla Radetzkystrasse si può vedere, accanto allo Stadttheater, un gruppo di alberi nel sole. Il primo albero, che si erge davanti a quei ciliegi rosso cupo che non danno frutti, è così fiammeggiante di colori autunnali, è una macchia d’oro così smisurata da sembrare una fiaccola lasciata cadere da un angelo. E ora che arde, né il vento d’autunno, né il gelo riusciranno a spegnerlo.”

(Ingeborg Bachmann, Il trentesimo anno)

Ho voluto iniziare il post con queste righe tratte da un bellissimo racconto di una scrittrice austriaca perché mi sembra che racchiudano l’essenza delle atmosfere autunnali. E poi aggiungo anche la foto dell’albero dietro la mia scuola, che non smette di incantarmi e che ho intenzione di mostrare ai miei studenti mentre impareremo “le parole dell’autunno” in inglese nei prossimi giorni… Non è già un piccolo mondo perfetto se si hanno un libro capace di emozionarci sulla poltrona del salotto, alberi fiammeggianti e un piatto buono come questo risotto ai funghi e nocciole a riscaldare la tavola in cucina? 

RISOTTO AI FUNGHI E NOCCIOLE

Ingredienti per 2 persone

180 g di riso Vialone nano

100 g di funghi freschi (pioppini e finferli)

60 g di nocciole

600 ml di brodo vegetale fatto con sedano, carota e cipolla

olio evo

un ciuffo di prezzemolo

uno spicchio d’aglio

uno scalogno

parmigiano

sale un cucchiaino di burro chiarificato, naturalmente privo di lattosio

Per ottenere un buon risotto con funghi e nocciole, cominciate proprio da queste ultime.

Sgusciate le nocciole e tritatele non troppo finemente, perché sarà piacevole sentirne la consistenza croccante nel risotto.

Tostate leggermente le nocciole in un pentolino.

Pulite i funghi sciacquandoli con cura sotto l’acqua corrente e togliendo i residui di terra.

Asciugate i funghi con un panno e tritateli con la mezzaluna.

Scaldate l’olio evo in una padella con uno spicchio d’aglio, che toglierete appena l’olio sarà caldo. Versate i funghi nella padella e passateli fino a che non saranno cotti. Insaporite con un ciuffo di prezzemolo tritato.

Preparate l’acqua con il sedano, la carota e la cipolla e portate ad ebollizione, così da ottenere un brodo vegetale leggero.

Tritate lo scalogno e fatelo soffriggere in olio evo.

Versate il riso, tostatelo e coprite con il brodo ben caldo. A metà cottura unite i funghi.

Aggiungete il brodo a poco a poco fino alla completa cottura. Unite le nocciole, avendo cura di tenerne da parte un po’ per l’impiattamento finale.

Mantecate con il parmigiano e il cucchiaino di burro e fate riposare per qualche minuto.

Servite il risotto con funghi e nocciole ben caldo, decorando con la granella di nocciole rimasta.

Vino consigliato: Sicilia D.O.C. rosso “Sedàra” 2014 – Donnafugata

Per questo piatto abbiamo scelto un rosso che unisce alla facilità di beva e di abbinamento una personalità ben delineata. Il vino si presenta di un bel rosso rubino carico, con qualche accenno di granato sull’unghia, nonostante una permanenza di ormai due anni in bottiglia. Al naso è piuttosto intenso, con piccoli frutti rossi e marmellata di prugne in evidenza. In bocca conferma un buon equilibrio, con note di spezie su di un fondo prevalente di frutti rossi, una buona acidità e tannini presenti, ma morbidi. Sufficiente persistenza, con retrogusto piacevolmente amarognolo.

Dulcis in fundo

UN PORTO SICURO

Ci sono momenti nella vita in cui vorrei avere la coperta di Linus e sentirmi al riparo dalle cose che finiscono e dalla mutevolezza delle persone. La cucina diventa sempre più un rifugio nelle giornate “no” (ma anche in quelle rosee) e la ricetta delle pere al cioccolato che leggerete tra poco mi ha riconciliato con il mondo. Se un porto sicuro forse non c’è, almeno un dessert caldo e cioccolatoso può sciogliere l’amarezza. Mi è tornato in mente sfogliando il ricettario del corso di cucina naturale che ho frequentato l’anno scorso e ho pensato che mi meritavo proprio un po’ di bontà!
 
PERE CON SALSA AL CIOCCOLATO
Ingredienti per 4 persone
6 pere
4 cucchiai di crema di nocciole (per me “Cioccolato puro” senza lattosio acquistato alla Fiera di Alba)
4 cucchiai di malto di riso
un cucchiaio di cannella
un cucchiaio di marsala
2 cucchiai di caffè d’orzo
100 g di cioccolato fondente al 70%
Tagliate le pere a cubetti e spadellatele con la cannella, il marsala e poca acqua, lasciandole al dente.
Preparate la salsa mettendo al fuoco il malto, la crema di nocciole e circa 30 ml di caffè d’orzo.
Mettete le pere in bicchieri alti e ricopritele con la salsa calda. Aggiungete il cioccolato tritato e lasciatelo fondere sul dolce caldo.
Con questa ricetta partecipo al contest #keepcalmandeattzatziki” de La Pagnotta Innamorata
 
Secondi piatti di pesce

FILETTI DI TROTA AL PROFUMO DI NOCCIOLE

C’è profumo di nocciole nell’aria, lo avrete capito anche dalla mia ricetta precedente. Questi piccoli frutti sono così belli e il loro sapore così delizioso che ne farei collane o bracciali da indossare ogni autunno…e quando ho visto il contest “Il Bosco in Cucina” ho pensato subito che avrei partecipato con le mie amate nocciole, che vengono dalla nostra visita ad Alba la scorsa settimana. 
 
Ingredienti per 2 persone
2 filetti di trota (circa 70 g)
un albume
50 g di tofu al naturale
50 g di nocciole (varietà Tonda Gentile delle Langhe)
100 g di riso Venere dell’azienda agricola “Santa” di Vercelli (trovate il link con la foto qui:
olio evo
sale
Lessate il riso Venere in una pentola con acqua pari al doppio del suo volume. Cuocete per circa 40 minuti e condite il riso con il sale e un filo d’olio extravergine d’oliva.
Pulite e sfilettate la trota.
Sgusciate le nocciole e tostatele leggermente, pestandole con il mortaio in modo non troppo fine, avendo cura di conservarne la croccantezza. Tenetene da parte un cucchiaino abbondante per guarnire il riso Venere.
Tritate il tofu, mescolatelo con il sale e le nocciole. Montate l’albume a neve e mescolatelo al composto.
Salate il pesce e ricopritelo con la meringa. Cuocete in forno a 180° per venti minuti fino a che la meringa gonfierà e avrà formato una crosticina dorata.
Servite il pesce accompagnato dal riso Venere spolverato di nocciole.
 
Con questa ricetta partecipo al contest “Il Bosco in Cucina” del blog di Betulla
Primi piatti

TEMPO DI ZUCCHE, TEMPO DI PROGETTI

Le zucche, con il loro bell’arancione brillante, sono quelle viste alla Fiera delle piante e degli animali perduti di Guastalla (RE) lo scorso 24 e 25 settembre, e parlano già la lingua di vento e foglie dell’autunno.

I progetti sono due, uno mio e uno  di Luca: corso di teatro per la sottoscritta, corso di assaggiatore di vini per Luca. Abbiamo voglia di scoprire mondi nuovi, prendere confidenza con la voce e con le persone che incontreremo – e magari abbinare un vino ai piatti che posterò in futuro, anche se non fa parte del programma…
A proposito della ricetta, alla fiera abbiamo comprato il castelmagno del caseificio La Poiana di Pradleves (CN) e il riso Carnaroli coltivato, lavorato e confezionato dalla società agricola “Corte Motta” della famiglia Cornacchia di Gazzo Bigarello (MN).

RISOTTO AL CASTELMAGNO E NOCI

Ingredienti per 2 persone

160 g di riso Carnaroli

50 g di formaggio castelmagno di media stagionatura

10 noci

brodo vegetale con sedano, carota e cipolla

mezza cipolla per il soffritto

olio evo

sale

Preparate il brodo vegetale con un gambo di sedano, una carota e una cipolla.

Soffriggete nell’olio d’oliva una mezza cipolla tagliata fine e lasciatela imbiondire. Aggiungete il riso Carnaroli e tostate.

Bagnate con il brodo vegetale e procedete con la cottura del riso, mescolando di tanto in tanto.

Tritate grossolanamente le noci e versatele nel risotto, ricordando di tenerne due da parte per la decorazione.

Salate e unite il castelmagno sbriciolato a fine cottura del riso, facendolo mantecare bene.

Servite ben caldo con le noci e qualche briciola di castelmagno come guarnizione.

Nelle due giornate della fiera le piazze e le vie del centro di Guastalla sono lo scenario privilegiato per la scoperta di fiori, alberi da frutto e piante ornamentali esposti al rischio di estinzione rispetto a varietà maggiormente produttive. L’allestimento è simile a quello delle antiche fiere: espositori provenienti da ogni parte d’Italia propongono varietà e specie antiche del mondo vegetale spesso dimenticate, oltre ad un grande mercato di sementi, frutti, ortaggi. E’ uno spettacolo emozionante fatto di forme, colori e profumi inebrianti,con orchidee, rose, iris, dalie, aster, erbacee perenni, graminacee ornamentali e persino piante acquatiche! Accanto a loro sono presenti frutti antichi dai sapori unici come l’uva fogarina, la prugna zucchella di Lentigione, il melo campanino e grani antichi. Mostre pomologiche sono allestite per far conoscere frutti dimenticati come mele, pere, uva, fichi. 


Contorni e dintorni

Zucca al gratin

Vi presento una ricetta con il colore del sole, proprio quando la sottile nebbia dei giorni sembra velarlo. Sarà l’eredità dell’influenza che ancora non mi lascia, o l’estate di San Martino nel suo ultimo splendore, ma mi sento un poco malinconica. E cucino cibi colorati, di conseguenza, ne faccio una coperta patchwork che riscaldi e protegga, aspettando che le nuvole passino…

   
Ingredienti per 2 persone

mezza zucca mantovana
70 g di burro al tartufo
4 cucchiai di pane grattugiato
3 cucchiai di parmigiano

Lavate la zucca e tagliatela prima a spicchi, poi a dadi non troppo piccoli, eliminando la buccia.
Far fondere il burro in un pentolino e mescolarvi 2 cucchiai di pane grattugiato.
Rivestite una pirofila con carta da forno, ponetevi i dadi di zucca e cospargeteli con la salsa di burro e pane. Cospargete di formaggio parmigiano e mettete in forno caldo a gratinare, coprendo con un foglio di alluminio. La temperatura del forno dovrà essere di 180° ed occorrerà almeno mezz’ora perché la zucca diventi morbida e si possa gratinare a dovere.

Dulcis in fundo

Torta autunnale con farina di castagne

Questa torta è un regalo dei frutti dell’autunno e viene da un’amica della mia migliore amica che mi ha passato la ricetta qualche anno fa. 
Canta di una giornata di riposo e di pioggia, di un vasetto di marmellata dal bel colore arancione vivo aperta come una gemma preziosa, delle cose semplici da condividere senza fretta o chiasso.
A voi la degustazione…

 

Ingredienti per 4 persone
3 bicchieri di
farina di castagne
1 vasetto di yogurt da 125 g se intero oppure
2 vasetti di yogurt di soia
1 bicchiere e 1/2 di zucchero
1
cucchiaio di miele
1 vasetto scarso di olio di semi
3 uova intere
1
bustina di vanillina
1 cucchiaio di rhum
2-3 mele tagliate sottili
1 bustina
di lievito
a piacere una manciata di uvetta e pinoli
Per ottenere una buona torta di farina di castagne, preparate un impasto omogeneo con tutti gli ingredienti aggiungendo per ultimi il miele e il lievito.
Infornate a 180° per 45 minuti.  Non dimenticate di mettere la carta da forno nella teglia, perché l’impasto risulterà molto liquido!
Quando la torta di farina di castagne è fredda si può cospargere con zucchero a velo e cacao. Noi l’abbiamo accompagnata con qualche cucchiaino di marmellata di mele cotogne.
Dulcis in fundo

Torta leggera di mele e uva sultanina e fiera delle piante e animali perduti di Guastalla

Questa mattina siamo stati a Guastalla alla Fiera delle piante e animali perduti. Volevamo visitarla già dall’anno scorso e finalmente abbiamo trovato il tempo per andare. Si tratta di una mostra mercato di animali e soprattutto di piante “dimenticate” che meritano di essere riscoperte e fanno pensare a quanta biodiversità e ricchezza vengono dalla terra. Abbiamo comprato mele cotogne, melograni, sidro, piccole zucche ornamentali e sementi di pomodori antichi (Banana Legs, Poire Noire e Riccio di Romagna) che mia mamma pianterà nel suo “orto in vaso” la prossima estate.
Vi posto un po’ di foto scattate da Luca, perché possiate ammirare ciò che abbiamo visto. L’aria frizzante del primissimo autunno ha reso l’atmosfera ancora più piacevole, come il profumo di un’attesa prima del lungo sonno invernale…

Venendo alla torta di mele, è una versione molto leggera del dolce classico, dato che contiene farina di riso e l’ormai onnipresente latte di
soia. E’ adatta anche alle persone che soffrono di intolleranza al glutine. 
In famiglia ha avuto l’OK e la ripresento ogni volta che mi viene richiesta…
 
Ingredienti per 4 persone
4 mele (circa 750 g)
250 g di farina di riso
30-40 g di mandorle a lamelle (facoltative)
1-2 manciate di uva sultanina
80 ml di olio di semi di mais
2 uova
150 g di zucchero
1 bustina di lievito
120 ml di latte di soia
il succo e la buccia di un limone non trattato
Rivestite la base di una tortiera con un disco di carta forno. Sbucciate le mele, tagliatene 2 a pezzetti e le altre 2 a fettine e spruzzatele con il succo di  limone.
Ammollate l’uvetta in acqua tiepida.
Separate i tuorli dagli albumi. Con le fruste sbattete i tuorli insieme 2 cucchiai di acqua tiepida fino a renderli schiumosi, aggiungete lo zucchero e continuare a montare fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Unite la buccia grattugiata del limone e  poco alla volta, la farina setacciata con il lievito e il sale, alternando con l’olio e il latte.
Montate gli albumi a neve fermissima e incorporateli al composto insieme ai tocchetti di mele, all’uva sultanina e, se le gradite, alle mandorle, mescolando bene. Sistemate sulla torta le fettine di mele affondandole leggermente.
Cuocere in forno per circa 30 minuti a 180° senza far seccare troppo e lasciar riposare la torta a forno spento.
Servite la torta di mele tiepida. 

CONSIGLIA Torta di mais