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Dulcis in fundo

Pioggia e profumo di dolci

Dopo un martedì di corsa, oggi pomeriggio ho chiuso la porta e ho deciso di fermarmi. Mi sono riposata, ho ascoltato la musica della pioggia e la voce del vento fuori dalla finestra e mi è venuta voglia di riempire la cucina di un profumo avvolgente, anche se non proprio di stagione – uno strudel bello caldo da gustare appena sfornato, con un piede nell’inverno e l’altro impaziente di nuovo sole.

STRUDEL DI MELE VIENNESE (dal libro “Cucinare nelle Dolomiti”, casa ed. Athesia)

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Secondi piatti di pesce

Birra scura e cipolle dolci

Mi piace giocare con i titoli dei post e inserirvi qualche citazione, o un pensiero del momento.

Le ricette nascono dalla lettura di semplici istruzioni che le mani trasformeranno poi in cibo (si spera) buono, ma in cucina entrano anche tanti mondi e tante impressioni che si colgono soltanto se su quel piatto ci si può soffermare, se spuntano sguardi curiosi, se il sapore rimanda alla fantasia di chi lo ha preparato. Va da sé che prediligo le pietanze che si gustano lentamente e i commensali che mi domandano di raccontare senza fretta.

Non è un ritmo che possiamo mantenere durante la settimana e non si trova sovente l’occasione, ma appena possibile, pausa! Il mio commensale più assiduo, mio marito, sa bene tutto questo e sa che senza quel pizzico di creatività perderemmo qualcosa persino nella ricetta più elementare.

Sveliamo allora il mistero…Il titolo del post viene da un libro di John Cheever, un autore americano che conosco ma di cui non ho ancora letto la raccolta di racconti in questione. Guarda caso, sono anche gli ingredienti dei filetti di trota alla birra e cipolle di cui sto per parlarvi.

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Antipasti e sfiziosità/ Ispirazioni

Pennellate di primavera

Domani è Pasqua e sulle tavole imbandite regneranno i sapori freschi della primavera, a dire il vero ancora piuttosto incerta ma già visibile nei leggeri tocchi di rosa e di verde degli alberi.

Ho pensato ad un antipasto, i crostini con uovo mimosa, maionese vegana e asparagi verdi, che richiama la stagione in arrivo e aggiunge una bella pennellata  di colore nel piatto.

Auguri a voi tutti, cari lettori di Casa Girasole!

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Piatti unici

L’insolita bagna cauda

Sulle tradizioni, si sa, non si scherza, soprattutto quando si vive lontani dal paese d’origine e i sapori parlano ancor più dei propri luoghi. Il blog “ospita” oggi un autore d’eccezione, mio marito Luca, che ha voluto scrivere personalmente la ricetta della bagna cauda, rivisitata appositamente per me in una versione particolare (con buona pace dei puristi). 

Ho trovato davvero divertente vedere Luca calarsi nei panni del foodblogger per un giorno, e leggendo la ricetta spero che sentirete il suo legame con la bella terra piemontese e vi verrà voglia di sperimentare questa bagna cauda molto, molto insolita.

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Piatti unici/ Secondi piatti di carne

Tajine di manzo leggermente speziato con verdure

Complici la neve  e un forte raffreddore che solo oggi sembra dare segni di miglioramento, nella settimana l’approccio alle incombenze quotidiane è virato verso una modalità decisamente slow. Se poi aggiungiamo che a causa della neve le lezioni sono state annullate per un giorno, immaginate che le mie corse da una parte all’altra del mondo hanno preso un ritmo più rilassato e per certi versi anche più creativo.

In questo tempo bianco e sospeso, infatti, ho trovato il modo per terminare di scrivere una piccola storia rimasta chiusa in un cassetto e non vedo l’ora di leggerla alla bambina che mi ha regalato gli spunti.

Ho anche inaugurato il magnifico tajine Emile Henry, il regalo di Natale di Luca, sperimentando un nuovo tipo di cottura lenta, in tema con il mio stato d’animo. La ricetta è presa e modificata dal libricino allegato al tajine.

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Amicizia e piccole soddisfazioni/ Antipasti e sfiziosità

IL SAPORE DELL’AMICIZIA

Questo post è tutto dedicato a un’amica speciale. Non posso racchiudere in poche parole la gratitudine e l’affetto che provo per Dominga. Sono quasi nove anni che ci conosciamo e con lei è sempre casa – un invito per una merenda su una tavola imbandita, un sorriso nelle giornate storte, incontri con personaggi buffi, sogni e delusioni condivisi e alleviati, la sua famiglia grande e generosa anche se lontana 800 km. La semplicità della ricetta  dei crostoni di grano duro con pomodoro, scamorza e olive nere racconta della Puglia e di come dentro a un cibo ci può essere un mondo. E’ un grazie sussurrato per ogni giorno speso insieme in questi lunghi anni e una benedizione per la vita che sembra difficile, ma sa anche metterci sulla strada persone meravigliose.

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Primi piatti

I piatti che verranno – PENNE CON CARDI, ACCIUGHE E BRICIOLE

Le ricette a volte rimangono nascoste per anni in attesa di essere sperimentate. Di tanto in tanto sfoglio qualche vecchio giornale o rivedo il file nel quale ho messo i piatti che verranno, tanto prima o poi l’occasione arriva!

I cardi a Mantova sembrano materia prima introvabile. Non li ho mai visti al supermercato, né al mercato contadino. Li coltivò mia nonna nell’orto per alcuni anni, poi smise e da allora mi è rimasta la voglia di assaggiarli di nuovo.

Durante la nostra trasferta piemontese a gennaio li abbiamo trovati e finalmente le penne con cardi, acciughe e briciole di pane grattugiato sono diventati realtà. Nota bene, i cardi mi sono sembrati buonissimi anche solo lessati – varrebbe la pena cucinarli più spesso avendoli a disposizione. Chissà che nei prossimi anni dopo il mini-giardino non mi venga in mente un piccolo orto…

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Amicizia e piccole soddisfazioni/ Dulcis in fundo/ Ispirazioni

BISCOTTI ALL’AVENA, “Pagine ai fornelli” e un libro meraviglioso

La ricetta che vi presento oggi è semplice ed è frutto di un’occasione particolare.

Confesso che quando ho letto del contest “Pagine ai fornelli” sul blog di Betulla, nella mia testa si sono affollate molte idee e alla fine sono arrivata quasi allo scadere della tenzone.

Leggo da quando ne ho memoria – le mie prime letture sono state le riviste mediche di mia mamma che tenevo rigorosamente a rovescio, poi le etichette delle bottiglie d’acqua, i biglietti della spesa, e appena compreso il miracolo di padroneggiare qualche riga, mi sono tuffata sui libri con le storie.

Per qualche paradosso, mi è sempre stato difficile raccontare agli altri dei miei libri – perché un libro è immaginazione, pensieri, rabbia e amore assoluto per i personaggi, e talvolta si resta così trafitti dentro che alle persone intorno si finisce per apparire davvero un po’ strani e acchiappanuvole. Succede così e succede sempre, anche ora che sono adulta e da otto anni, una volta al mese, condivido le opinioni con un gruppo di lettura fantastico – lì non ci guardiamo con perplessità, ma io so che non sarò mai pienamente capace di descrivere cosa significano i libri per me, quando colpiscono duro e chiedono a gran voce un posto.

La sfida di un romanzo in cui si racconta una ricetta è stata quindi doppia. Se la lettura mi ha conquistato prestissimo, il piacere di cucinare è arrivato tardi e non mi sta più lasciando. Veniamo però alla lettura scelta…

Il libro è “Canto della pianura” di Kent Haruf. E’ il secondo volume di una trilogia meravigliosa ambientata a Holt, un paese immaginario del Colorado.

Non ci sono battaglie, colpi di scena, amori folli e improvvisi intrecci di destini che cambiano tutto qui. Si incontrano vite semplici che scorrono lentamente, e quando i personaggi si trovano davanti l’interrogativo di una svolta camminano a piccoli passi per non esserne travolti – ci sono vecchi abitudinari e bambini che crescono e osservano, giorni lunghissimi, e cavalii e attimi di poesia raccolti da dettagli invisibili, e su tutto una pianura che assomiglia una montagna di ricordi.

La ricetta è quella dei biscotti all’avena che i bambini Bobby e Ike cucinano con la vecchia signora Stearns. Semplice come il romanzo, ma con il sapore dell’atmosfera di casa e una punta di spezie per pain d’epices per lo stupore dolceamaro che ogni giorno porta con sé.

Allora, di cosa abbiamo bisogno? Li fissò come se potessero saperlo. Loro ricambiarono pazienti lo sguardo, limitandosi a restare in piedi davanti a lei, in attesa. Abbiamo bisogno della maggior parte degli ingredienti, disse (…).

Ehi, disse. Datemi qualcosa su cui scrivere. Quel giornale va bene. Passatemi quel giornale. Era il Denver News del mattino, ancora arrotolato con l’elastico messo dai ragazzi all’alba allo scalo ferroviario. Lei lo aprì, strappò via dalla prima pagina un pezzo rovinato e cominciò a scrivere lungo il margine bianco l’elenco degli ingredienti – farina d’avena, uova, zucchero di canna (…)

Che altro occorre? domandò lei. Leggete.

Vaniglia.

Lassù. Sul ripiano di mezzo. E poi?

Bicarbonato.

Lì. Indicò con il dito. Ancora qualcosa?

No. C’è tutto.

Molto bene, disse. Capite? Se sapete leggere, sapete cucinare”

BISCOTTI ALL’AVENA

Ingredienti per circa 20 biscotti

150 g di farina di tipo 1

75 g di zucchero di canna

un uovo

200 g di fiocchi d’avena

100 ml di olio di semi

mezzo cucchiaino di lievito

una punta di cucchiaino di spezie per pain d’epices

un cucchiaio di latte di soia

Mescolate in una terrina tutti gli ingredienti secchi e nell’altra gli ingredienti liquidi. Unite i due composti amalgamandoli bene e lasciate riposare per un’ora.

Date al composto la forma di tante palline e appiattitele sulla carta da forno.

Infornate a 190° per una decina di minuti. Fate attenzione perché i biscotti all’avena tendono a cuocersi molto rapidamente!

Con questa ricetta partecipo a #pagineaifornellicontest di Betulla.

Piatti unici/ Primi piatti

VELLUTATA DI PATATE E SEDANO con Castelmagno

Mi accorgo che ogni anno prima di Natale non pubblico quasi niente.

E’ come se il tempo mi scivolasse dalle mani, di corsa per terminare le lezioni, cercare gli ultimi regali e accordarmi con mia mamma sul menù in attesa del gran giorno. Non riesco a sfornare biscotti bellissimi, né torte sfavillanti una dopo l’altra, forse perché questa festa mi sembra così intima che basta appena qualche pennellata a descriverla, il resto è per la famiglia e per le tradizioni. I cappelletti in brodo, i tortelli di zucca, il cotechino e l’arrosto sono quei piatti che non cambiano nel tempo e che parlano di noi, delle mani che si avvicendano in cucina, una dimensione che nessuna piattaforma potrà mai raccontare a sufficienza. Spero che chi mi legge continuerà a farlo, anche se ho mancato l’appuntamento con gli auguri a tutti quanti sul blog!

Preferisco innovare a Capodanno, che trovo più mondano e adatto alle incursioni culinarie, e sto già mettendo a punto qualche idea sfiziosa.

Vi lascio una ricetta leggera, la vellutata di patate e sedano con Castelmagno (Parmigiano Reggiano per gli intolleranti al lattosio…) E’ adatta per prendersi una pausa dai grandi pranzi e godersi il calore di un piatto fumante. Sulla mia tavola, lo splendore dei giacinti bianchi che ho ricevuto a Natale e che pianterò la primavera prossima.

VELLUTATA DI PATATE E SEDANO CON CASTELMAGNO (riadattata da “Sale e Pepe”, gennaio 2016)

Ingredienti per 4 persone

2 gambi interi di sedano verde

3 patate rosse piccole

uno scalogno

due cucchiai di Castelmagno giovane sbriciolato

due fette di pane al farro e noci

olio evo (per noi, Olio del Garda)

un pizzico di sale

Pulite il sedano senza togliere le foglie all’apice, tagliatelo a pezzi e cuocetelo in acqua bollente. Sbucciate le patate e lessatele nello stesso recipiente con il sedano. Mentre le verdure cuociono, riscaldate le fondine nelle quali servirete la vellutata di patate e sedano con Castelmagno ponendole sopra il recipiente.

Scolate le verdure e passatele al minipimer con un po’ della loro acqua di cottura, frullandole fino a ottenere una crema.

Fate soffriggere lo scalogno tritato finissimo con l’olio d’oliva extravergine in una casseruola e versatevi la vellutata di sedano e patata. Lasciate sobbollire a fuoco dolce e aggiustate di sale.

Tagliate il pane di farro e noci a cubetti e insaporitelo per qualche istante in un padellino con un filo d’olio per renderlo croccante.

Versate la vellutata di patate e sedano nelle fondine calde, sbriciolatevi il Castelmagno e completate il piatto con i cubetti di pane e un filo di olio d’oliva extravergine.

Dulcis in fundo

PICCOLI TARTUFI ALL’ANICE

In casa possediamo tantissimi libri, ma non ho ancora una grande biblioteca di cucina e ammiro molto le blogger che vanno alla ricerca di ispirazioni, spulciando nei mercatini o facendosi illuminare da un titolo che porterà loro nuove idee. Leggo e rileggo le vecchie copie dei giornali o dei libri a disposizione, e a volte ritrovo piatti particolari che mi erano sfuggiti. La ricetta dei piccoli tartufi all’anice di cui vi parlerò in questo post è tratta da “La cucina di conventi e monasteri – Ricette segrete per mangiar sano e con gusto”, Food Editore, un bel volume con grandi illustrazioni e piatti  tanto semplici quanto di grande effetto.

Mi ha colpito l’accostamento delle castagne e del cioccolato con l’anice, e ho pensato di utilizzare l’Anisetta Meletti che comprammo nell’estate 2015 in occasione della visita alla splendida città di Ascoli Piceno.

Qui un paio di siti se siete curiosi…

http://www.meletti.it

http://visitascoli.it/

Visti i pareri positivi del marito dopo l’assaggio, sto meditando di riproporre i tartufi come dessert per la cena romantica di Capodanno, di cui vi non vi anticipo nulla al momento, perché siamo in piena tempesta di idee sulla scelta del menù!

PICCOLI TARTUFI ALL’ANICE

Ingredienti per 4 persone

500 g di castagne

100 g di cioccolato fondente 70%

80 g di zucchero

due cucchiai di liquore all’anice (per noi Anisetta Meletti)

un goccio di latte di soia

30 g di burro chiarificato

un cucchiaio di cacao amaro

una manciata di cocco disidratato o di nocciole tritate

Incidete le castagne vicino alla base e lessatele in acqua bollente per circa 3o minuti.

Scolatele e copritele ancora calde sotto un tovagliolo, poi pelatele.

Tritate le castagne molto finemente con la mezzaluna, così sarà più facile passarle poi al setaccio ottenendo una pasta omogenea.

Tritate finemente anche il cioccolato fondente, aggiungetelo al composto di castagne insieme allo zucchero, al burro a temperatura ambiente e al liquore all’anice.

Mescolate bene per sciogliere il burro e unite per ultimo il latte, quanto basta per ottenere un impasto corposo.

Lavorate il composto con le mani ricavando dei piccoli tartufi.

Ponete il cacao e il cocco disidratato o le nocciole tritate in due piatti separati.

Rotolate dapprima i tartufi nel cacao, poi passateli nel cocco o nella granella di nocciole.

Conservate in frigorifero per almeno un paio d’ore prima di servire.

Gustate i piccoli tartufi all’anice freddi, accompagnati da un bicchierino di anisetta.

CONSIGLIA Pasta ncaciata