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Dulcis in fundo

PICCOLI TARTUFI ALL’ANICE

In casa possediamo tantissimi libri, ma non ho ancora una grande biblioteca di cucina e ammiro molto le blogger che vanno alla ricerca di ispirazioni, spulciando nei mercatini o facendosi illuminare da un titolo che porterà loro nuove idee. Leggo e rileggo le vecchie copie dei giornali o dei libri a disposizione, e a volte ritrovo piatti particolari che mi erano sfuggiti. La ricetta dei piccoli tartufi all’anice di cui vi parlerò in questo post è tratta da “La cucina di conventi e monasteri – Ricette segrete per mangiar sano e con gusto”, Food Editore, un bel volume con grandi illustrazioni e piatti  tanto semplici quanto di grande effetto.

Mi ha colpito l’accostamento delle castagne e del cioccolato con l’anice, e ho pensato di utilizzare l’Anisetta Meletti che comprammo nell’estate 2015 in occasione della visita alla splendida città di Ascoli Piceno.

Qui un paio di siti se siete curiosi…

http://www.meletti.it

http://visitascoli.it/

Visti i pareri positivi del marito dopo l’assaggio, sto meditando di riproporre i tartufi come dessert per la cena romantica di Capodanno, di cui vi non vi anticipo nulla al momento, perché siamo in piena tempesta di idee sulla scelta del menù!

PICCOLI TARTUFI ALL’ANICE

Ingredienti per 4 persone

500 g di castagne

100 g di cioccolato fondente 70%

80 g di zucchero

due cucchiai di liquore all’anice (per noi Anisetta Meletti)

un goccio di latte di soia

30 g di burro chiarificato

un cucchiaio di cacao amaro

una manciata di cocco disidratato o di nocciole tritate

Incidete le castagne vicino alla base e lessatele in acqua bollente per circa 3o minuti.

Scolatele e copritele ancora calde sotto un tovagliolo, poi pelatele.

Tritate le castagne molto finemente con la mezzaluna, così sarà più facile passarle poi al setaccio ottenendo una pasta omogenea.

Tritate finemente anche il cioccolato fondente, aggiungetelo al composto di castagne insieme allo zucchero, al burro a temperatura ambiente e al liquore all’anice.

Mescolate bene per sciogliere il burro e unite per ultimo il latte, quanto basta per ottenere un impasto corposo.

Lavorate il composto con le mani ricavando dei piccoli tartufi.

Ponete il cacao e il cocco disidratato o le nocciole tritate in due piatti separati.

Rotolate dapprima i tartufi nel cacao, poi passateli nel cocco o nella granella di nocciole.

Conservate in frigorifero per almeno un paio d’ore prima di servire.

Gustate i piccoli tartufi all’anice freddi, accompagnati da un bicchierino di anisetta.

Primi piatti

DI ZUPPA ALLE CASTAGNE E DI TRENI BALLERINI

A volte penso a un post da scrivere in un certo modo e le carte si rimescolano. Avevo in mente qualche riferimento alle mie sensazioni su questo principio d’inverno e invece…Oggi sono stata un’ora e mezza ferma in una stazione con la sala d’aspetto dismessa perché il treno si è fermato a soli dieci minuti dalla partenza- guasto alla linea, ci ha detto una voce registrata. Nemmeno l’ombra di un ferroviere, e tanta pazienza aspettando che Luca venisse a prendermi. Inutile dirvi che ho i piedi ancora congelati e che due pediluvi non hanno sortito grande effetto. Per fortuna ieri avevo preparato una buona zuppa di castagne con speck e pane al mirtillo da gustare a pranzo – che si è trasformato in cena. Quando si parla di comfort food!

ZUPPA DI CASTAGNE E SPECK CON PANE AL MIRTILLO

Ingredienti per 4 persone

200 g di castagne

sei fettine di speck tagliate spesse

150 g di farro

quattro fette di pane al mirtillo

olio evo

sale

quattro foglie di alloro

un litro di brodo vegetale con sedano, carota e cipolla

Preparate il brodo vegetale.

Incidete le castagne poco sopra la base e lessatele in acqua bollente per una trentina di minuti. Appena sono cotte, scolatele e ponetele su un piatto ricoperte con un panno, avendo cura di mantenerle tiepide, così sarà molto più facile sbucciarle!

Togliete quindi la buccia e la pellicina interna.

Frullate le castagne al minipimer con un goccio di brodo vegetale, ottenendo una crema abbastanza densa. Trasferite la crema in una casseruola a fuoco dolce.

Tagliate lo speck a cubetti e fatelo colorire in un padellino a parte in modo che diventi appena croccante.

Sciacquate il farro e cuocetelo nella casseruola insieme alla zuppa di castagne e alle foglie di alloro (occorreranno circa trenta minuti). Aggiustate di sale.

Poco prima di servire, aggiungete i cubetti di speck, il pane al mirtillo tostato e tagliato a dadini e un filo d’olio. Gustate la zuppa di castagne caldissima in piccole casseruole di coccio, decorando con una foglia di alloro per ogni commensale.

Vino consigliato: per questa zuppa sostanziosa abbiamo scelto un bianco di buon corpo, l’Offida Pecorino D.O.C.G. 2015 delle Cantine di Castignano. Il colore si presenta paglierino intenso, con riflessi tendenti al dorato. Intenso al naso, con una componente floreale che sfuma in note balsamiche, confermata anche in bocca, dove questo prodotto conferma una notevole eleganza e una buona persistenza.

Dulcis in fundo/ Ispirazioni/ Istantanee di viaggio

CROSTATA LEGGERA ALLA MARMELLATA D’ARANCIA GALLESE e ricordi di viaggio

La crostata leggera alla marmellata d’arancia gallese è un piccolo omaggio alla settimana trascorsa in Galles, un posto magico pieno di campi verdissimi, castelli e giardini maestosi, persone gentili e…tante pecore. Abbiamo comprato la marmellata nel bed and breakfast di un piccolo paese e posso dirvi che è davvero deliziosa.

Ci piace tanto viaggiare, e a volte abbiamo l’impressione di apprezzare ancor di più i nostri vagabondaggi nel momento in cui possiamo ritornare con la memoria a certi attimi o a un particolare paesaggio.

Pensate all’inverno, quando gli impegni e il tempo grigio non ci permettono di fare le valigie. L’estate appena trascorsa ci riporta il suo tepore e sfogliamo le nostre foto sul tappeto del salotto, commentando soddisfatti mentre sorseggiamo un’immancabile tazza di tè. Da lì alla voglia di riprendere in mano guide o atlanti il passo è poi breve!

CROSTATA ALLA MARMELLATA D’ARANCIA GALLESE

Ingredienti per 4 persone

250 g di farina di tipo 1

80 di zucchero di canna

80 g di acqua fredda

80 g di olio di mais

un cucchiaino di lievito

scorza di limone bio 

quattro mele piccole o due grandi

tre cucchiai di marmellata di arancia

succo di limone

un pizzico di cannella macinata

Sciogliete lo zucchero nell’acqua aggiungendo olio, farina e scorza di limone.

Mescolate bene e impastate fino a ottenere una palla liscia. Mettete a riposare per un’ora nel frigorifero.

Tagliate le mele a fettine sottili e cospargetele con succo di limone perché non anneriscano.

Stendete la frolla in una tortiera da 24 cm, cospargetela con la marmellata di arancia e le fettine di mele con un pizzico di cannella. Spolverizzate di zucchero di canna e infornate a 180° per almeno 40 minuti.

NB: La ricetta della crostata leggera alla marmellata d’arancia gallese è quella di Marco Bianchi, io ho aggiunto 20 g di acqua e 20 g di olio perché nella prima versione, che non vedrete fotografata qui, l’impasto risultava troppo duro.

Vino consigliato: Erbaluce di Caluso passito D.O.C. 2005 “Morenico” delle Cantine del Canavese di Cuceglio. Vino dal vivo colore ambrato, con sentori di miele, frutta secca e vaniglia preminenti al naso. Caldo in bocca, con una buona acidità che gli ha consentito di reggere bene un lungo affinamento in bottiglia.

Alcune istantanee dal Galles

Primi piatti

RISOTTO AI FUNGHI E NOCCIOLE e alberi rosso fuoco

Nelle limpide giornate di ottobre, venendo dalla Radetzkystrasse si può vedere, accanto allo Stadttheater, un gruppo di alberi nel sole. Il primo albero, che si erge davanti a quei ciliegi rosso cupo che non danno frutti, è così fiammeggiante di colori autunnali, è una macchia d’oro così smisurata da sembrare una fiaccola lasciata cadere da un angelo. E ora che arde, né il vento d’autunno, né il gelo riusciranno a spegnerlo.”

(Ingeborg Bachmann, Il trentesimo anno)

Ho voluto iniziare il post con queste righe tratte da un bellissimo racconto di una scrittrice austriaca perché mi sembra che racchiudano l’essenza delle atmosfere autunnali. E poi aggiungo anche la foto dell’albero dietro la mia scuola, che non smette di incantarmi e che ho intenzione di mostrare ai miei studenti mentre impareremo “le parole dell’autunno” in inglese nei prossimi giorni… Non è già un piccolo mondo perfetto se si hanno un libro capace di emozionarci sulla poltrona del salotto, alberi fiammeggianti e un piatto buono come questo risotto ai funghi e nocciole a riscaldare la tavola in cucina? 

RISOTTO AI FUNGHI E NOCCIOLE

Ingredienti per 2 persone

180 g di riso Vialone nano

100 g di funghi freschi (pioppini e finferli)

60 g di nocciole

600 ml di brodo vegetale fatto con sedano, carota e cipolla

olio evo

un ciuffo di prezzemolo

uno spicchio d’aglio

uno scalogno

parmigiano

sale un cucchiaino di burro chiarificato, naturalmente privo di lattosio

Per ottenere un buon risotto con funghi e nocciole, cominciate proprio da queste ultime.

Sgusciate le nocciole e tritatele non troppo finemente, perché sarà piacevole sentirne la consistenza croccante nel risotto.

Tostate leggermente le nocciole in un pentolino.

Pulite i funghi sciacquandoli con cura sotto l’acqua corrente e togliendo i residui di terra.

Asciugate i funghi con un panno e tritateli con la mezzaluna.

Scaldate l’olio evo in una padella con uno spicchio d’aglio, che toglierete appena l’olio sarà caldo. Versate i funghi nella padella e passateli fino a che non saranno cotti. Insaporite con un ciuffo di prezzemolo tritato.

Preparate l’acqua con il sedano, la carota e la cipolla e portate ad ebollizione, così da ottenere un brodo vegetale leggero.

Tritate lo scalogno e fatelo soffriggere in olio evo.

Versate il riso, tostatelo e coprite con il brodo ben caldo. A metà cottura unite i funghi.

Aggiungete il brodo a poco a poco fino alla completa cottura. Unite le nocciole, avendo cura di tenerne da parte un po’ per l’impiattamento finale.

Mantecate con il parmigiano e il cucchiaino di burro e fate riposare per qualche minuto.

Servite il risotto con funghi e nocciole ben caldo, decorando con la granella di nocciole rimasta.

Vino consigliato: Sicilia D.O.C. rosso “Sedàra” 2014 – Donnafugata

Per questo piatto abbiamo scelto un rosso che unisce alla facilità di beva e di abbinamento una personalità ben delineata. Il vino si presenta di un bel rosso rubino carico, con qualche accenno di granato sull’unghia, nonostante una permanenza di ormai due anni in bottiglia. Al naso è piuttosto intenso, con piccoli frutti rossi e marmellata di prugne in evidenza. In bocca conferma un buon equilibrio, con note di spezie su di un fondo prevalente di frutti rossi, una buona acidità e tannini presenti, ma morbidi. Sufficiente persistenza, con retrogusto piacevolmente amarognolo.

Ispirazioni/ Primi piatti

PAPPA AL POMODORO CON GELATO ALLA SALVIA E BERGAMOTTO prima che le foglie cadano

In questi giorni si fanno preparativi per l’autunno.

La scuola è ripartita con grande entusiasmo.

Ho cucinato la prima zuppa della stagione.

Siamo stati impegnati a togliere vecchie piante, ripulire la terra dalle onnipresenti erbacce e a piantare bulbi nel nostro minigiardino. Ne ho comprati a un banchetto durante il Festivaletteratura, e ho dovuto trattenermi per non comprare tutto… Ecco il sito

https://insolitogiardino.wordpress.com/

Quest’oggi avevamo anche progettato di andare alla Fiera delle Piante e Animali Perduti di Guastalla, evento che seguiamo ormai da qualche anno, ma il temporale ci ha fatto cambiare idea.

In tutto ciò, vi posto una ricetta che non è per niente autunnale, ma ricorda il calore del sole prima che le foglie cadano.

Si tratta di un piccolo omaggio alla Toscana, una terra che amiamo molto, rivisitato con un tocco personale della sottoscritta: pappa al pomodoro con gelato alla salvia e bergamotto.

Ho accostato il sapore della pappa al pomodoro calda con quello fresco e gustoso del gelato. Io ho acquistato il gelato in una gelateria di Mantova che offre anche gusti senza latte, ma credo non sia un’impresa impossibile realizzarlo in casa.

L’abbinamento è particolare, ma siamo rimasti colpiti positivamente!

PAPPA AL POMODORO CON GELATO ALLA SALVIA E BERGAMOTTO

Ingredienti per 4 persone

5 fette di pane toscano (circa 300 g)

800 g di pomodori da sugo

abbondante basilico

brodo vegetale

olio evo

un cucchiaino di zucchero

sale

circa 200 g di gelato alla salvia e bergamotto

Per preparare la pappa al pomodoro, procuratevi una cipolla, tre carote e un bel gambo di sedano. Lasciate bollire per almeno un’oretta e nel frattempo dedicatevi ai pomodori.

Dato che colpevolmente non possiedo un passaverdure, io ho sbucciato i pomodori e ho tolto i semi a mano prima di sbollentarli per una decina di minuti. Con il passaverdure non avrete bisogno di pazienza certosina e potrete saltare il passaggio della pulitura manuale!

Riducete il pane in pezzi abbastanza grandi e ponetelo in una pentola, possibilmente di coccio, nella quale avrete fatto soffriggere l’olio extravergine e uno spicchio d’aglio. Ricoprite immediatamente con un paio di mestoli di brodo. Unite i pomodori schiacciati, mescolate e versate altro brodo.

Aggiungete un cucchiaino di zucchero per togliere acidità ai pomodori e salate. Durante la cottura unite le foglie di basilico.

Lasciate cuocere per almeno quaranta minuti a fuoco dolce, e alla fine condite con un filo d’olio a crudo. Potete servire la pappa al pomodoro calda o a temperatura ambiente, nel nostro caso l’abbiamo gustata calda per creare un piacevole contrasto con il gelato alla salvia e bergamotto.

Vino consigliato: Ravenna IGT Centesimino “La Sabbiona” 2015

Vino dal colore rubino carico, naso intenso, carico di piccoli frutti rossi, ma con una sottile vena aromatica. Caldo per l’elevato grado alcolico, ma armonico in bocca anche grazie alla presenza di tannini evidenti, anche se ormai ingentiliti dalla permanenza in bottiglia. Il risultato è un vino piacevole, corposo ma arrotondato, ideale per controbilanciare la naturale acidità di una pietanza a base di pomodoro.

Secondi piatti di pesce

IL GIARDINO DELLE SEPPIE

Più scrivo sul blog, più mi accorgo di quanto vorrei metterci tutte le passioni e gli interessi che si accendono e crescono, talvolta per caso e da un giorno all’altro, come l’aiuola-orto, o dopo lunga attesa e osando mettersi in gioco, come il teatro.

Mi piacerebbe fare questo con tono appena accennato, mantenendo salda l’idea della cucina come filo conduttore e aprendo la strada al molte altre curiosità vecchie e nuove.

Non so bene da dove inizierò, ma posso dirvi che troverete le consuete ricette, insieme a libri, fiori, e semplici suggestioni che fanno il mio mondo più luminoso.

IL GIARDINO DELLE SEPPIE

Ingredienti per 4 persone

una seppia grande già pulita (circa 600 g)

una trentina di pomodorini

100 g di pane grattugiato

100 g di pecorino stagionato

un cucchiaio di uva passa

5 foglie di menta fresca

qualche ciuffo di prezzemolo

10 olive verdi

un bicchiere di latte di soia

un bicchiere di vino bianco

olio evo

aglio

sale

Per preparare “il giardino delle seppie”, lavate per prima cosa la seppia e tagliatela in piccoli pezzi.

Mettete a bagno i pomodorini, lasciateli interi e passateli a fuoco dolce in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio fino a farli appassire.

Ammollate l’uvetta in una tazza con acqua calda.

Tritate separatamente le foglie di menta e prezzemolo. Tagliate le olive verdi a tocchetti.

Prendete il pane grattugiato e mescolatelo al pecorino, all’uvetta strizzata, alle olive e al latte.

Aggiungete menta e prezzemolo e aggiustate di sale.

Versate i tocchetti di seppia nella padella con i pomodorini e unite il trito.

Mescolate bene, fate passare per amalgamare i sapori e sfumate con il vino bianco.

Per una presentazione raffinata, servite il giardino delle seppie nei gusci delle capesante, oppure nelle cocottine – starebbero bene quelle azzurre per aggiungere colore!

VINO CONSIGLIATO: Südtirol – Alto Adige DOC Lagrein Rosé 2014 Tramin Kellerei

Vino giunto a piena maturità, rosato carico tendente al rubino. Si presenta assai fruttato e persistente al naso. In bocca conferma una certa complessità segnata da frutti rossi e fragole in confettura, con una solida acidità che conferisce freschezza e facilità di beva.

Ottimo con piatti di pesce saporiti e moderatamente elaborati.

Secondi piatti di pesce

SARDE DI LAGO AL LIMONE DI ISCHIA

Avrei voluto dirvi qualcosa del mio viaggio alle Azzorre ma preferisco rimandarlo a un momento in cui il cuore non trabocchi dopo il nuovo attentato di Barcellona.

Diventa a volte difficile scrivere sul blog, perché da un lato vorrei limitarmi a postare ricette e basta – questo in fondo non è che un semplice blog di cucina –, dall’altro penso che non si possa ignorare completamente quello che succede intorno a noi.

A metà tra il buio che si spalanca fuori e la gioia di piatti che significano famiglia, condivisione, amore, forse davvero oggi è ancora più importante aggrapparsi a questi ultimi. 

SARDE DI LAGO AL LIMONE DI ISCHIA (ricetta liberamente tratta da “Cucina moderna” – Agosto 2017)

Ingredienti per 4 persone

4 sarde di lago freschissime

un limone di Ischia non trattato

un cucchiaio di pinoli (circa 20 g)

4 rametti di rosmarino

3 cucchiai di pane grattugiato

olio evo

sale

Mettete a bagno i rametti di rosmarino e sciacquate il limone.

Tostate i pinoli e il pane grattugiato in un padellino senza olio per pochi di minuti, giusto il tempo perché prendano colore.  Aggiungete gli aghi di rosmarino tenendone da parte una manciata, poi unite al trito un goccio di succo di limone e un pizzico di scorza grattugiata e il sale.

Lavate con cura le sarde, pulitele bene eliminando la testa e le spine e apritele a libro. Infine tagliate le sarde a metà in modo da ottenere 8 filetti.

Ricavate dal limone 8 fette non troppo sottili. Foderate una teglia di carta da forno, spennellatela di olio e adagiatevi le fette di limone con mezza sarda sopra ogni fettina.

Ricoprite le mezze sarde con il trito di pinoli, pane grattugiato, rosmarino e limone.

Aggiungete ancora qualche ago di rosmarino per decorare. Completate con un pizzico di sale e un filo d’olio evo. Infornate a 180° per almeno 20 minuti, fino a che il trito non apparirà di una bella sfumatura dorata.

La ricetta originale delle sarde di lago al limone di Ischia prevedeva in realtà sardine di mare. Noi avevamo in casa limoni di Ischia e sarde del lago di Garda acquistate belle fresche dal banco del mercato contadino, così ci siamo fatti scappare l’occasione per cucinarle in modo un po’ diverso dal solito!

VINO CONSIGLIATO: Valle d’Aosta DOC Chardonnay 2014 – Cave des Onze Communes, Aymavilles (AO)

Giallo paglierino con bei riflessi dorati, che ne testimoniano la piena maturità evolutiva. Naso pieno e intenso, ricco di frutta esotica e di note agrumate. Grande coerenza tra olfatto e gusto, con una spalla acida ancora vivace. Buona persistenza.

Secondi piatti di carne

UN PIATTO PIENO DI RICORDI…IL VITELLO TONNATO

Il blog ha quasi due anni e la ricetta del vitello tonnato è stata una delle prime che ho pubblicato – con un post abbastanza inguardabile ma tanta voglia di mettermi in gioco. Vi ripropongo il piatto in una versione aggiornata. E’ un grande classico della cucina piemontese e per prepararlo abbiamo seguito religiosamente i suggerimenti di mio suocero, a partire dalla carne, che in realtà non è di vitello ma di maiale, fino alla salsa tonnata. In questa ricetta ci sono anche i miei ricordi di famiglia, perché uno dei cavalli di battaglia della mia nonna paterna era proprio il vitello tonnato – lei lo chiamava vitel tonnè con un improbabile francese – e io mangiavo sempre tutta la salsa prima della carne…

Da questa ricetta in poi, con l’aiuto di Luca, inizierò a darvi consigli sugli abbinamenti cibo-vino. 

VITELLO TONNATO

Ingredienti per 4 persone

400 g di lonza o rotondino di maiale

mezzo vasetto di maionese pronta

una scatoletta di tonno da 80 g

una ventina di capperi

due foglie di alloro

succo di limone

a piacere, un cetriolino affettato

sale

Fate bollire la lonza in acqua con alloro e succo di limone fino a quasi completa cottura. Lasciate raffreddare la carne e tagliatela a fettine sottili circa 2mm.

Nel frattempo preparate la salsa.

Con un cucchiaio, mescolate il tonno e la maionese finché il tonno non è completamente amalgamato, poi unite una decina di capperi tritati. Per una salsa più cremosa e omogenea, potete tritare prima il tonno, sempre a mano, perché il minipimer renderebbe il composto troppo liquido. Se la salsa risultasse invece troppo solida, aggiungete olio d’oliva.

Disponete le fettine di lonza su un piatto da portata ovale, guarnite con i restanti capperi e il cetriolino affettato.

VINO CONSIGLIATO: Erbaluce di Caluso DOCG “Biancamano” 2015, Cantina Briamara di Cuceglio (TO)

Giallo paglierino, marcatamente floreale con piacevoli note citrine. Più caldo e fruttato in bocca, con un finale piuttosto lungo, caratterizzato da piacevoli richiami erbacei.

Piatti unici

POLPETTE NEI PEPERONI

Anche quest’anno è tempo di viaggi. Abbiamo ancora gli occhi pieni del verde e delle pecore in Galles e stiamo per ripartire alla volta delle Azzorre – chissà che un giorno non apriamo un blog con le nostre passeggiate a zonzo per l’Europa…C’è sempre fame di posti magici da racchiudere in una foto ricordo, di cose nuove da scoprire, e naturalmente anche da mangiare, fra cui queste polpette nei peperoni, tratte da una vecchia ricetta di “Sale e Pepe”. Le polpette nei peperoni sono ideali come piatto unico sostanzioso e molto gustoso!

POLPETTE NEI PEPERONI

Ingredienti per 4 persone

2 peperoni rossi

2 peperoni gialli

una salsiccia

un uovo

tre cucchiai di pane grattugiato

tre cucchiai di parmigiano reggiano

un goccio di latte di soia

sale

olio extravergine delicato (per me Olio del Garda – frantoio Bonaspetti Carlo Eredi)

alcuni rametti di timo limone

Lavate bene i peperoni e tagliateli a metà o in quarti a seconda della grossezza. Private i peperoni del gambo e cuoceteli nel forno a microonde per una decina di minuti. Richiudeteli in un sacchetto di carta pulito per poterli spellare agevolmente. A noi le bucce non danno fastidio e le abbiamo lasciate, quindi seguite le vostre preferenze…

Preparate le polpette. Tritate la salsiccia senza la pelle e ponetela in una terrina con l’uovo, il pane grattugiato, il parmigiano reggiano, il timo limone e poco sale. Mescolate fino ad ottenere un composto abbastanza solido da poterlo lavorare con le mani. Aggiungete eventualmente un goccio di latte di soia per ammorbidire. Ricavate dal composto tante polpette grandi come una fragola.

Scaldate il forno.

Rivestite una teglia di carta da forno bagnata e strizzata.

Togliete la buccia ai peperoni, riempiteli con le polpettine e completate con alcune foglie di timo limone e un filo di olio extravergine delicato.

Infornate a 180° per una ventina di minuti, fino a che le polpettine non saranno appena dorate.

Dulcis in fundo

BUDINI AL LATTE, MENTA E LAMPONI

Non mi sembra vero di sentire il rumore della pioggia dopo lunghissimi giorni di canicola! Ho spalancato le finestre e respiro l’aria fresca. Cammino scalza per casa. Indosso un abito di cotone leggero. Vorrei avere un giardino perché so che in questo esatto momento forse proverei a camminare sul prato umido, e mio marito mi salverebbe dallo strano proposito…Allora mi limito a sognare e a postarvi questi budini al latte, menta e lamponi, una ricetta tratta da “Cucina Moderna” di giugno 2017, con mie modifiche.

BUDINI AL LATTE, MENTA E LAMPONI

Ingredienti per 4 persone

500 ml di latte di mandorla

una ventina di foglie di menta (dalla mia aiuola felice)

2 cucchiai di sciroppo alla menta

20 lamponi

una bustina di agar agar Agaranta (6g)

un cucchiaio di zucchero a velo

Per preparare i budini al latte, menta e lamponi bisogna iniziare dall’agar agar.

Avevo voglia di provare la gelatina vegetale e l’ho acquistata in un negozio biologico. Sono rimasta soddisfatta, ma alla fine ho seguito le istruzioni della bustina anziché quelle della rivista, secondo me non troppo chiare riguardo alle dosi.

Stemperate la bustina di agar agar in 100 ml di latte di mandorla, mescolate bene e aggiungete il latte rimanente. Fate bollire per due minuti a fuoco basso, continuando a mescolare.

Incorporate lo sciroppo di menta e le foglie di menta fresca tritate. Versate il composto negli stampini di plastica (ne otterrete circa 6) e lasciateli raffreddare. Quando i budini cominceranno a rapprendersi, metteteli in frigorifero per almeno 3 ore.

Lavate i lamponi, asciugateli delicatamente e passateli nello zucchero a velo. Una volta sformati, decorate i budini con foglie di menta fresca e lamponi.

Se non avete a disposizione i lamponi, credo che siano perfetti anche altri frutti di bosco, ad esempio ribes rossi, mirtilli o more.

CONSIGLIA Vellutata di zucca con guanciale croccante e pecorino